Patterns for Jazz in italiano

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La traduzione italiana di un classico dell’insegnamento del linguaggio jazz e del suo apprendimento attraverso il concetto di pattern che non risente minimamente dei suoi anni. Tradotto da Alessandro Rubino per la Volontè & Co., Patterns for Jazz non è una semplice e silenziosa raccolta di patterns da tenere e consultare senza criterio sperando per il meglio, ma un libro strutturato che possiede più livelli di lettura e che, soprattutto, va suonato.

Spesso si pensa che la sola conoscenza delle scale sia sufficiente per l’apprendimento e lo sviluppo del linguaggio jazz. Purtroppo non è così.

Conoscere le scale è un po’ come conoscere l’alfabeto, possiamo saperlo a memoria, ripeterlo come una cantilena partendo da una lettera qualsiasi e in diverse direzioni, saltare da un posto all’altro e giocare a creare parole strane e divertenti, ma da questo alla creazione di frasi sensate che trasportano concetti e creano comunicazione, ne passa.

Apprendere un linguaggio è un processo molto complesso e articolato che richiede molto più della conoscenza delle singole parti che lo compongono: nessuno si aspetterebbe mai di riuscire a imparare una lingua soltanto attraverso lo studio asettico del suo alfabeto e delle regole grammaticali, una lingua bisogna viverla ed esperirla.

Patterns for Jazz rappresenta il primo tentativo storico d’uso dei patterns per assorbire gli elementi del linguaggio jazz. In questo senso possiamo paragonare un pattern alle prime frasi che sono insegnate ai bambini, piccole parole che racchiudono regole e significati generali che saranno via via scoperti e utilizzati durante la crescita.

Il testo è diviso in sezioni che vanno dagli elementi di base, come triadi e accordi fino a elementi più articolati come progressioni, policordi e strutture intervallari. Ogni sezione presenta una breve introduzione teorica e contestuale dell’argomento, in cui sono esposte le regole di composizione delle frasi presentate. Nelle pagine del testo, che presenta oltre 320 patterns con indicazioni metronomiche specifiche per ognuno di essi, sono inseriti anche esempi di frasi che i musicisti hanno usato e le relative incisioni dove possono essere ascoltati.

Uno dei punti di forza del testo è la sua capacità di essere usato a diversi livelli: non è necessario capire tutto e subito, prima di usare i patterns e gli esercizi, la struttura delle frasi, infatti, induce lo studente ad assorbire gli elementi del linguaggio semplicemente suonandole e ascoltandole.

Da non trascurare infine l’aspetto tecnico e strumentale, con le diverse centinaia di esercizi a disposizione lo studente acquisirà una conoscenza profonda di tutte le tonalità, cosa spesso trascurata specialmente a un livello iniziale, senza bisogno di noiosi, inutili, universali e pedanti esercizi tecnici da studiare a parte su raccolte enciclopediche e senza fine.

Patterns for Jazz è disponibile in chiave di violino e di basso e siamo sicuri che non mancherà di occupare un posto nella libreria di insegnanti e studenti.

Pronti a tuffarvi nell’infinito e meraviglioso linguaggio del jazz? Allora si parte, e che sia un grande viaggio!

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