Jazzpaths Study Group

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A partire da Novembre 2017 inizieremo una serie di appuntamenti su Teoria Musicale e Armonia per l’Improvvisazione. Si tratterà di incontri di natura informale, dove si cercherà di evitare quanto più possibile l’usuale taglio accademico con cui questi argomenti vengono solitamente presentati, e destinati principalmente a persone con poca o nessuna conoscenza di teoria e armonia, ma desiderosi di iniziare un percorso musicale nel jazz e nell’improvvisazione.

Gli incontri saranno gratuiti e avverranno in diretta su Facebook attraverso il gruppo di studio Jazzpaths Study Group, per partecipare è sufficiente semplicemente entrare gruppo dove sarete i benvenuti.

La frequenza, l’ampiezza e la profondità degli argomenti trattati saranno in gran parte dettati dell’evoluzione dei nostri incontri e le risposte che arriveranno attraverso la vostra partecipazione. Quello in cui ci incammineremo sarà un percorso, come molti amano dire oggi, in “beta testing” per cui il vostro contributo sarà parte integrante della cosa. Il senso di incontri in diretta con la possibilità di interazione è infatti proprio questo: interagire, discutere, approfondire e confrontarsi. Diversamente sarebbe sufficiente pubblicare un link consigliando un libro di testo da acquistare per lo studio.

Come ho accennato mi sforzerò, per quanto posso, di inserire la “pratica” e la “musica” nei nostri incontri sperando di rendere i concetti presentati quanto più utili possibili per il musicista, ma ci sarà una inevitabile parte teorica e di nomenclatura da affrontare. D’altra parte non potrebbe essere diverso parlando appunto di “Teoria” Musicale e Armonia. E a questo proposito vorrei spendere due parole prima di terminare l’articolo.

La maggior parte di noi è abituata, per cultura ed educazione scolastica, ad affrontare lo studio di un argomento dividendolo in “Teoria” e “Pratica”, si tratta di una categorizzazione utile in moltissime discipline, musica inclusa. Purtroppo in questa visione spesso la “Teoria” diventa parte principale del tutto. Scopriamo che esiste la teoria e improvvisamente tutto dipende da questa, essa diventa l’ancora, il santo Graal, il percorso imprescindibile e sicuro da affrontare, dimenticando il motivo e la meta per cui l’abbiamo incontrata sul nostro cammino. Come ad un assetato che segue delle indicazioni con scritto “Acqua” nel deserto per poi ritrovarsi a partecipare ad un convegno sulle proprietà della molecola di H2O dimenticandosi che era andato lì per bere.

Dico spesso che la persona che trae maggiormente utilità dalla teoria è l’insegnante, non lo studente. La teoria è semplicemente un’organizzazione di conoscenze su un argomento che lo rende presentabile e coerente, ma anche che frequentemente cambia da epoca a epoca, come ad esempio è successo con il jazz, giusto per fare un esempio. Il mio invito quindi, a meno che non si voglia specificamente studiare ed approfondire l’aspetto “teorico” musicale, è di tenere sempre a mente la sete che vi ha spinto appena dopo aver sentito nella vostra vita il suono della prima melodia.

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