Jazz Standards: Cosa sono e perché sono Importanti

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Senza dubbio gli Standards sono il principale veicolo per l’improvvisazione nel jazz. Si tratta di un insieme di brani, molti dei quali provenienti da musical e colonne sonore di film, divenuti dei classici. Spesso canzoni che hanno segnato un’epoca e che rappresentavano, al loro tempo, la musica pop del momento negli Stati Uniti.

La sera, dopo gli spettacoli di Broadway o di un qualsiasi altro posto, i musicisti non erano stanchi di suonare e così si riunivano nel locali per dar vita alle Jam Sessions, concerti improvvisati, senza scalette, tempo e limiti, musica che nasceva dalla stessa voglia di suonare dei musicisti, a contrastare la fine del giorno e allungarlo quanto più possibile.

A differenza dei nostri giorni, in cui si assiste ad una proliferazione esponenziale di autori che presentano i loro original, a quel tempo il modo più semplice per accordarsi su cosa suonare in una jam session era attingere a un gruppo di brani noti a tutti, quelli del momento, spesso quelli appena suonati in un musical. Il brano era importante, certo, ma ancora di più la voglia di fare musica.

Nel tempo, attraverso quest’usanza (i dettagli possono essere trovati su un qualsiasi testo di storia del jazz), si è andato via via a definire un insieme di brani che si supponeva tutti i partecipanti ad una jam conoscessero: gli Standard, appunto.

Si vede quindi come il concetto di jam, ovvero di improvvisazione, sia intrinsecamente legato a quello di Jazz Standard, l’uno ha contribuito all’esistenza e alla crescita dell’altro, e continua a farlo anche ora. Studiare e suonare gli standards è in qualche misura un modo di ricongiungersi al passato, non solo per ricordarlo, ma soprattutto per celebrarlo, farlo divenire nuovamente presente.

Non c’è jazzista che si rispetti che non abbia studiato seriamente gli Standards nel suo percorso, anche se ai concerti poi suona degli originals. Gli standard sono il fondamento dell’improvvisazione, quindi una cosa che tutti si aspettano tu conosca se suoni jazz in una jam session. Senza gli Standards l’esistenza stessa del jazz subirebbe probabilmente un duro colpo, diverrebbe forse altro, in qualche modo romperebbe con le proprie origini. Ecco perché è così importante conoscere, studiare e suonare i Jazz Standards.

Dove trovo gli Standard?

Al giorno d’oggi è facile reperire i cosiddetti Fake Book, testi che raccolgono le partiture degli standards. In questo tipo di libri le partiture dei brani sono ridotte all’essenziale, accordi e melodia, in alcuni casi il testo del brano, se questo ne possiede uno. Giusto quello che serve per improvvisare insomma.

Tra i diversi Fake Book esistenti non si può non menzionare i Real Books, una serie di testi divenuti ormai un classico nelle jam session, oggigiorno in special modo nella controparte digitale, sul tablet per l’improvvisatore 2.0. Sebbene i Real Book, come gli altri Fake Book in circolazione, siano di facile reperibilità va detto che si tratta di testi redatti originariamente a mano e senza troppa cura né per i dettagli né per il diritto d’autore. A parte l’essere illegali quindi, non sono pochi i brani che presentano imprecisioni sia armoniche sia melodiche, ciononostante è sicuramente raro il caso di trovare un jazzista che non li abbia, magari con vistose correzioni.

La Sher Music, anche per questioni economiche, ha cercato di riparare questa condizione pubblicando la serie di volumi che va sotto il nome di New Real Book, in questi testi tutti i brani pagano il dovuto in termini di diritti d’autore e sono stati scrupolosamente controllati con le partiture originali. La Sher Music ci ha preso poi gusto ed ha aggiunto a questi volumi tutta un’altra serie di testi di stessa natura riguardanti brani o stili più specifici.

Altre fonti da cui attingere brani standard jazz sono poi i Play-a-Long della Aebersold e della Hal Leonard, che oltre a rispettare gli stessi criteri di correttezza legale e precisione musicale accompagnano le partiture a uno o più dischi audio su cui sono registrate le basi dei brani a scopo di studio e improvvisazione.

Di scelta ce n’è insomma (quando mai manca la scelta ai nostri giorni), non vi resta quindi che veicolare e continuare la tradizione imparando e suonando i Jazz Standards.

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