Imparare le Scale esercitandosi sui Brani (e viceversa)

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Quando si inizia a cimentarsi con l’improvvisazione, due tra le prime due cose che incontriamo sono, naturalmente, le scale e i brani. Da un lato centinaia, migliaia di esercizi sulle scale, dall’altro pagine e pagine di brani da cui scegliere. Il tempo, lo sappiamo, non basta mai e alla fine quelle scale dovrebbero servire a improvvisare sui brani, allora perché non unire le due cose?

In quest’articolo descriverò alcuni esercizi di base (suscettibili di essere ampliati) per questo tipo di studio sull’improvvisazione. Con questo approccio non solo abbiamo un risparmio di tempo nello studio, cosa già di per sé importante, ma soprattutto abbiamo un riscontro melodico immediato degli esercizi sulle scale che, diversamente, finirebbero per essere soltanto un isolato esercizio tecnico.

Scegliere un brano: Autumn Leaves

Per illustrare gli esercizi prenderemo come riferimento il brano Autumn Leaves limitando la discussione, per motivi di spazio, alle sue prime otto battute. Questo brano e la relativa traccia audio per esercitarsi possono essere trovati nel Volume 54 – Maiden Voyage di Jamey Aebersold, che raccoglie diversi altri standard registrati a un tempo molto comodo per lo studio.

Iniziamo con lo scrivere la progressione che vogliamo studiare e le relative scale che andremo ad usare:

Fondamentale della Scala

Il primo esercizio è quanto di più semplice potremmo fare: suonare la la prima nota di ogni scala (e del relativo accordo) della progressione. Probabilmente starete che questa cosa è un esercizio banale e in effetti lo è, ma solo dal punto di vista del puro esercizio. Suonando infatti le fondamentali degli accordi e facendo caso al loro movimento, starete interiorizzando la progressione e imparando il brano.

Prime tre note della Scala

Il primo esercizio riguarda l’uso delle prime tre note di ogni scala relativa agli accordi della progressione, in figura è mostrato sinteticamente come procedere:

Autumn Leaves, prime tre note delle scale

Nel fare l’esercizio concentratevi sul significato melodico delle note, non eseguitelo in modo meccanico. Naturalmente, e questo vale per tutti gli altri esercizi, non dovete attenervi strettamente alla figura data come esempio. Una volta memorizzate le note, concedetevi delle libertà riguardo il ritmo, il loro valore e la loro posizione nella battuta. Il punto è sforzarsi di rendere questi esercizi quanto più musicali è possibile.

Prime cinque note della Scala

Analogo al precedente, questo esercizio aggiunge due note alle scale. In questo caso, riferendoci al tempo comune in 4/4 le figure ritmiche da utilizzare sono vincolate: non possiamo usare le semiminime per ogni nota, fermo restando la possibilità di sperimentare come ci pare con altri valori ritmici:

Autumn Leaves, prime cinque note delle scale

Scala completa fino alla Settima

Arrivati a questo punto completiamo le scale per ogni accordo suonandole dalla fondamentale al settimo grado. Provate sia ad ascendere sia a discendere e quando vi sentite a vostro agio, alternate ascesa e discesa tra una battuta e l’altra:

Autumn Leaves, scale ascendenti e discendenti

Creare i propri esercizi

Dopo aver eseguito i vari esercizi descritti in precedenza il procedimento dovrebbe essere abbastanza chiaro, la vostra conoscenza della progressione e delle relative scale avrà fatto qualche progresso e probabilmente riuscite a sentire in anticipo il movimento armonico della progressione e visualizzare le note delle scale e degli accordi. Da questo punto in poi si può procedere variando gli esercizi ritmicamente o aggiungendo all’approccio presentato altri esercizi, come scale per terze, triadi, accordi di settima (e loro inversioni) e eventualmente fissare in ogni battuta uno degli esercizi e provare a creare una melodia vincolata allo schema preposto.

Autumn Leaves, esercizio di esempio

Ricordate che lo scopo di questi esercizi è di imparare le scale da suonare su un brano, sforzatevi sempre di renderli quanto più possibile melodici e fate in modo che diventino spunti per la creazione di frasi.

Fatemi sapere se ottenete o meno risultati scrivendo le vostre riflessioni nei commenti e se siete a conoscenza di altri approcci che vi hanno aiutato, condivideteli qui.

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2 Commenti

  1. Fizzani ha detto:

    Per poter fare jazz innanzi tutto bisogna dare un “senso” alle note, sentirle pienamente. Il vero jazz non e’ una semplice esibizione tecnica, ma l’espressione delle nostre sensazioni ed emozioni.

    1. Cheli Paolo ha detto:

      Al momento non posso dire niente, non ho potuto ascoltare nessun suono. Potrei esternare un mio giudizio, non so se è fuori luogo e che valore potrà riscontrare: credo che chi conosce la musica ed è bravo a suonare lo ritengo molto fortunato, perché la sua capacità intellettiva gli ha consentito di raggiungere un traguardo unico in quanto può così godere di un piacere che per gli altri che non sanno, non potrà esistere.
      Aggiungo che per arrivare a essere un bravo musicista occorre metterci del sacrificio, che però è in parte compensato dall’interpretazione e dal raggiungimento che si ottiene e che è fonte di beneficio e soddisfazione in quanto è utile a superare tutte le fasi successive per arrivare all’obiettivo prefissato che ci da il titolo di bravo pianista.
      Ripeto è un mio pensiero, mi scuso per eventuali errori che per me è anche più facile fare da cellulare come sto facendo ora, e che l’argomento musicista può avere più opinioni e anche difficoltà, è un settore particolare, ma che io non potrei farci niente per miglioralo, però un augurio di bene posso farlo. Scusatemi.

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