Gli Shell Vocings e l’ambiguità sonora

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Questo breve articolo è un follow up del precedente articolo Gli Shell Vocings di Bud Powell pubblicato qualche mese fa su Jazzpaths. Dopo la sua pubblicazione alcuni lettori mi hanno contattato attraverso il sito e i social con diverse domande riguardo gli shell voicings e la loro relazione con l’accordo che vorrebbero rappresentare. Queste richieste possono essere sintetizzate in qualcosa del genere:

“Diversi accordi vengono rappresentati dallo stesso shell voicing, ad esempio sia C7 che Cmin7 hanno lo stesso voicing R7, come facciamo allora a capire (o far capire) che quello suonato è un C7 e non un Cmin7 (o viceversa)?”

La domanda è piuttosto legittima e la risposta, in breve, è che non possiamo: gli shell voicings, per la loro struttura, sono incompleti. Presentando infatti solo uno dei gradi che caratterizzano un accordo, mancano di un’importante informazione armonica che si traduce in un sound che risulta spesso ambiguo, quando isolato. Osserviamo la figura seguente:

Ambiguità sonora degli Shell Voicings

Come facciamo a stabilire se l’accordo nella prima battuta è maggiore o di dominante? Analogamente, nella seconda battuta si tratta di un accordo di dominante o minore? Potrebbe anche trattarsi di un accordo semidiminuito. E cosa dire del terzo accordo? E’ maggiore o forse ci troviamo in presenza di un accordo minore con la settima maggiore? Come già detto non è possibile dare una risposta definitiva a queste domande. Quelle suonate sono solo due note, un intervallo. Tuttavia, nella pratica, questo fatto non rappresenta un grosso problema.

Gli shell vocings sono usati principalmente per dare un supporto ritmico e armonico a delle linee melodiche nella mano destra che già contengono (o almeno dovrebbero contenere) le informazioni dell’accordo sottostante. Queste linee quindi complementano e raddoppiano le informazioni armoniche mancanti nei voicings (come accade ad esempio nei temi o nei soli bebop) rendendo più chiaro il tutto.

Questo è uno di quei casi in cui un esempio vale più di mille parole. Provate a suonare un brano o una frase con una linea melodica che evidenzia gli accordi, prima usando solo gli shell voicings e poi unendo la melodia. Mentre nel primo caso, probabilmente, faticherete a decifrare gli accordi, nel secondo il loro sound si presenterà in maniera inequivocabile.

Usate questo tipo di voicings quanto più possibile, usateli per imparare nuovi brani, per lo studio di patterns o di vostre melodie e non dimenticate di pubblicare qui le vostre impressioni e riflessioni.

Questo Articolo è un Follow up di: Gli Shell Vocings di Bud Powell

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